Descrizione estesa
Nel 1966 la nazionale di calcio inglese vinse i mondiali nella finale di Wembley, mandando a casa la Germania con un secco 4-2. Nella primavera John Lennon aveva appena conosciuto Yōko Ono e i Rolling Stones lanciavano “Paint it Black”, Caterina Caselli cantava “Nessuno mi più giudicare”. L'Italia dal primo novembre fu sferzata da piogge abbondanti e il 4 dello stesso mese sarebbe passato alla storia come l'anno dell'esondazione dell'Arno a Firenze, ma la piena non si fermò e arrivò anche in provincia di Pisa, nella piana dell'Arno. L'argine destro ruppe a Santa Maria a Monte e Castelfranco non fu risparmiata dall'esondazione. L'acqua nelle zone più basse del territorio superò il livello record di oltre 2 metri.
Quest'anno ricorre il sessantesimo anniversario di quell'evento che segnò la storia del '900 nel Valdarno inferiore e in Toscana causando morti e danni incalcolabili. Castelfranco fu uno dei paesi più colpiti, per questo l'amministrazione del sindaco Fabio Mini ha voluto ricordare quei giorni con una serie di eventi racchiusi sotto il titolo “Arno 1966: la forza di un paese”. Senso di tutto il progetto, sviluppato dall'amministrazione con l'aiuto del Comitato Palio dei barchini, della Fototeca, della Misericordia e della Pubblica assistenza, è quella di raccontare i giorni del disastro, ma anche il mondo del 1966 per permettere a tutti ,ma in particolare alle giovani generazioni di poter riallacciare i fili della storia locale e familiare con un contesto più ampio.
Il primo appuntamento sarà l'inaugurazione degli eventi, che si svolgeranno per tutto il mese. Domenica primo novembre in largo Carlo Alberto, dalle 11 in poi, sotto un gazebo verrà aperta una mostra fotografica con 97 foto d'epoca, raccolte negli anni tra i cittadini che raccontano attraverso le immagini, i giorno dell'alluvione a Castelfranco. In quell'occasione inizierà anche la diffusione gratuita della rivista, un numero unico, realizzata proprio per ricordare l'esondazione dell'Arno, con moltissimo materiale fotografico e testi. La mostra rimarrà aperta tutto il mese con vari orari.
Il materiale fotografico, elemento portante della narrazione di quei giorni dell'alluvione, sarà anche esposto negli esercizi commerciali di Castelfranco e nella sede delle associazioni. Nei vari punti del centro cittadino, di cui esistono foto scattate durante l'alluvione, verranno sistemate le immagini ingrandite dello stesso luogo durante l'alluvione. In questo modo chiunque si potrà rendere conto di quello che furono quei giorni. Una mostra diffusa quindi, che durerà per tutto il mese di novembre.
Ma le rievocazione non si ferma qui. Nei primi giorni di novembre, ma probabilmente già dal 30 ottobre, nel paese transiterà un'auto d'epoca con gli altoparlanti che diffonderanno, dopo una breve spiegazione di una voce femminile, il messaggio di allerta che con le stesso modalità nelle ore precedenti l'alluvione l'allora sindaco Tancredi Banchini, divulgò alla popolazione, l'automobile sfilerà lentamente per le vie del centro accompagnata dalle attuali autorità. Un'iniziativa per rivivere l'atmosfera delle ore precedenti l'esondazione.
La sera del 7 novembre alle 21,30 al teatro della Compagnia si svolgerà una serata dedicata alla memoria, verranno proiettate immagini originali filmate nei giorni dell'alluvione e un documentario di circa 40 minuti che contiene le testimonianze raccolte negli anni da chi i giorni dell'alluvione li visse in prima persona. A seguire è previsto un incontro di un esperto di idrografia per parlare dell'attuale situazione idrogeologica del territorio di Castelfranco. Sul palco oltre agli ospiti ci sarà il sindaco Fabio Mini e il giornalista radiofonico Maurizio Bolognesi nei panni di conduttore dell'evento.
Le iniziative non si fermano qui. E' prevista anche la ricostruzione di zattere che vennero realizzate per muoversi nelle zone alluvionate, partendo dal materiale fotografico e altre iniziative sempre collegate alla memoria dell'alluvione del 1966.
Una serie di eventi nati dalla volontà dell'amministrazione comunale, ma realizzata con l'aiuto dell'associazione Palio, una sinergia proficua e vantaggiosa come spiega il presidente dell Palio dei Barchini con le ruote Paolo Nuti: “Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al sindaco Fabio Mini e all’amministrazione comunale per la fiducia che hanno voluto riporre nell’Associazione Palio, affidandoci l’organizzazione dell’evento per il 60esimo anniversario dell’alluvione di Castelfranco di Sotto, per ricordarne la storia insieme a tutto il paese. Poter lavorare al fianco dei responsabili della Fototeca è per noi una bella opportunità per fare squadra e custodire la memoria del paese.
Metteremo tutto l'impegno possibile per far riuscire al meglio questo appuntamento, rendendolo un momento di memoria condivisa sia per chi ha vissuto quei giorni, sia per chi non c'era e vuole conoscerne la storia”.
“La storia dell'alluvione – spiega il sindaco Fabio Mini - del 1966 per i castelfranchesi che la vissero è una vicenda di paura, di dolore, di sofferenza, ma è anche la storia della rinascita di una comunità dopo il disastro. E' la storia della solidarietà che molti nella comunità seppero esprimere verso i concittadini che erano in difficoltà. A Castelfranco il disastro fu immane e venne stimato in quasi 4 miliardi di vecchie lire, quando uno stipendio medio si aggirava intorno alle 80 mila lire.
Il 4 novembre, solitamente lo ricordiamo come il giorno di Vittorio Veneto, la fine della Grande Guerra e l'affermazione della forze armate italiane sul nemico austriaco. Quest'anno però per noi sarà anche l'occasione per ricordare i fatti dell'alluvione e la vittoria dei castelfranchesi sulle avversità dell'alluvione. I castelfranchesi trovarono la forza di reagire all'alluvione da subito nella solidarietà che buona parte della comunità seppe esprimere per reagire al disastro. Furono i castelfranchesi più altruisti a portare da subito soccorso a chi era in difficoltà. Oggi ricordare quei momenti è importante per chi li ha vissuti, per chi li ha sentiti raccontare, come me che sono nato 10 anni dopo e per i giovani castelfranchesi che così potranno conoscerli e renderli parte delle loro identità”.