Descrizione estesa
Qui a Montefalcone nel comune di Castelfranco di Sotto, nel 1944 i soldati brasiliani passarono e si addestrarono prima di andare a combattere e purtroppo in alcuni casi morire, sul fronte della Linea Gotica, da una parte le truppe tedesche del Albert Kesselring, dall'altra gli Alleati,: americani, inglesi, brasiliani, polacchi, francesi per citare i principali corpi di spedizione guidati dai generale Montgomery e Clark.
A unire italiani e brasiliani fu sicuramente tra le varie cose la fede cristiana e in particolare nel culto mariano. Il segno che rimane ancora oggi di questa fraternità nella religione è la 'Marginetta' della Madonna, murata dai soldati sul modello di quella Lourdes e che da 82 anni è custodita con riguardo e rispetto per mantenere vivo quel ponte culturale che si stabilì tra i militari arrivati dall'altro emisfero e l'Italia. Ogni anno in primavera infatti alti ufficiali brasiliani, addetti militari e in passato anche qualche ex combattente, si ritrovano qui a Montefacone, con le autorità civili del territorio, tra cui i sindaci di Castelfranco di sotto, di Santa Croce sull'Arno e Fucecchio e con i Carabinieri forestali della Riserva Naturale Biogenetica Montefalcone, guidati dal comandante Giuseppe Tomaselli, diventati i custodi della 'Marginetta' ma anche depositari di un'amicizia e di un rispetto tra popoli lontani geograficamente, ma vicini per molti aspetti. Non solo, la Marginetta, simbolicamente è diventata anche il cenotafio di tutti i militari brasiliani, circa 400, caduti in Italia nel secondo conflitto mondiale.
“E' con grande onore e profonda commozione - ha detto il sindaco Fabio Mini durate la cerimonia - che oggi ci ritroviamo alla Marginetta di Montefalcone, per ricordare e celebrare la presenza del Corpo di Spedizione Brasiliano, giovani che vennero da oltreoceano a combattere e morire per sostenere le idee di libertà e giustizia. Renderemo grazie non solo alla memoria- ha specificato Mini - dei caduti brasiliani, ma celebriamo un patto di fratellanza che ha attraversato l'oceano, superato la lingua e che è stato scritto nella storia del nostro Paese. La Marginetta non è solo un monumento religioso. E' un segno tangibile di devozione, di fede e di speranza. Ed è proprio per questo che sono convinto che dopo 82 anni sia giusto rendere onore a tutti i caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. E' arrivato il momento di dare corso – ha concluso il primo cittadino di Castelfranco di Sotto - a quel processo di pacificazione storica e superamento delle contrapposizioni ideologiche, senza mai dimenticare gli errori del passato. Un processo che ancora fatica ad essere condiviso da tutti, ma per il quale dobbiamo tutti impegnarci”.